Familupi's Blog

Associazione di Volontariato Familupi's, artisti di strada, trampolieri, giocolieri, sputafuoco

venerdì 17 ottobre 2008

Hasta la vista Romeo


Come per salutare un vecchio amico in partenza per un lungo viaggio in un continente lontano, che non si sa se, quando o dove lo si rivedrà, così salutiamo il nostro caro pulmino, che tanto ci ha accompagnati lungo le nostre trasferte e le nostre avventure.


Grazie di essere stato con noi

Etichette:

5 Commenti:

Alle 17 ottobre 2008 alle ore 11:08 , Blogger Unknown ha detto...

“Sta scappando” gridò lei.
Gli altri abbuffati amici si voltarono e videro lo stanco Romeo scappare via.
Nei loro denti pezzi di arancini e parmigiana.
In un attimo tutti ripensarono a quando Mino gridò “Un pulmino!”.
La storia era iniziata e stava finendo con un atroce grido.
Romeo stava correndo via, stava lasciandosi andare in un tentativo anticonservativo, forse per vedere quanti avrebbero sofferto la sua perdita.
Tutti intrapresero quella vana e inutile corsa disperata.
Romeo forse se ne accorse. In quel momento guardava nello specchietto retrovisore.
Il Senza-dimora una domenica pomeriggio ce l’aveva detto: “Romeo non ce la farà mai a riportarvi a casa”.
Queste parole lo avevano ferito, Romeo in silenzio aveva pianto durante la notte quasi tutto il liquido di raffreddamento. E poi ancora durante il viaggio successivo sui piedi di chi viaggiava davanti. Una bacinella aveva raccolto le sue lacrime.
Quando passava tutti giravano gli occhi attirati dal frastuono e lo accoglievano con un sorriso, magari salutando con la manina.
Era bello nonostante l’età avanzata. Era pieno di tatuaggi Romeo. L’ultimo se l’era fatto durante il viaggio verso le cinque terre: una bellissima scarificazione proprio sull’anca destra, voleva sentirsi membro di una tribù africana. Sul suo labbro inferiore aveva un piercing, simile ad un ferro di cavallo, era il suo portafortuna.
Quel giorno Romeo e il suo istinto di sopravvivenza ebbero la meglio:
si aggrapparono con le unghie ad un tronco di un albero e si salvarono. Nella pineta la corsa si era arrestata lì. Non ci fosse stato quel tronco Romeo se ne sarebbe andato quell’afoso pomeriggio estivo.
La scampò con un brutto trauma cranico, ma nonostante ciò ebbe la forza di correre nuovamente verso casa.
Il motivo del gesto era forse stato vedersi affiancare da un altro pulmino, “in noleggio” gli avevamo spiegato noi. Vedersi paragonato ad un giovane lo aveva intristito e l’aveva spinto nell’angoscia dell’abbandono e della fine di tutto.
Romeo invece corse ancora due anni nonostante le sempre più grandi difficoltà. Capì qual era l’affetto nei suoi confronti. E il giorno della revisione rivolse a Fausto una dura confidenza. Lui cercò di convincerlo del contrario ma non ci fu verso. Romeo aveva ormai deciso.
Dovevano essere proprio lui e il presidente ad occuparsi del suo ultimo spettacolo, quando erano ancora freschi gli splendidi ricordi di tutti quanti. Aveva già anche nominato il suo successore, un Volks con molti meno chilometri sulle spalle.

 
Alle 17 ottobre 2008 alle ore 14:51 , Blogger Diego ha detto...

Addio Romeo!!!
quanti km? non si sa con precisione, di sicuro il tuo contachilometri ha fatto un giro intero!
quante uscite? di sicuro oltre 300...più lunghe o più corte non importa!
quanti paesi? Italia e Spagna 298-2 ( che gol!!)
quanti Familupi's hai caricato? una 40..ntina!
quante modifiche? tante ( fiancate, batterie, ventola, rscaldamento, portiere, fondo, colore, gomme...ecc....
quante sgasate? tante....unico che esulta...il procollo di Kyoto!
quante caricate? tante,a tutte le ore, in tutti i modi (superando le posizioni del Kamasutra)!
quante scaricate? un po' meno delle caricate, a volte si è lasciato carico per più uscite....!
quante canzoni? a migliaia....si è partiti a voce, poi in cassetta, siamo poi giunti al cd portatile e infine all' Ipod ( che tecnologia!).
quanti spettacoli hai visto inventati? tanti, forse un po' tutti quelli fatti....il viaggio, che buona musa!
quante birre hai bevuto? rovesciate molte....noi di più!
quanto hai fumato? tanto, nero, nero, da dietro, da davanti, dentro!
quante multe? poche, sei sempre scampato alla ZTL, un po' meno ai divieti di sosta...ma mai fermato dai carabinieri, FERRO DI CAVALLO sacro!
quanto sei Familupi's? Tanto
quanto ci mancherai? Tanto
quanti ricordi? ...tanti e indelebili!
ADDIO ROMEO!!

 
Alle 18 ottobre 2008 alle ore 11:58 , Anonymous Anonimo ha detto...

Corazza di metallo, cuor di miscela..
Eh, caro pullmino..io in realtà ti ho caricato meno degli altri, e se fosse stato per me non avresti fatto così tante allegre gite. A dire il vero, ti ho anche maledetto quando ci riporartasti a casa dopo quel capodanno a Sanremo in quella che passò alla storia come la GRANDE GELATA (gradi centigradi all'interno dell'abitacolo: -4°)...
Ma ricordo tanti episodi seduta sui tuoi vecchi sedili di pelle..ed è strano perchè ho una memoria da pesce rosso, non ricordo quasi nulla del mio passato. Eppure ricordo di un gruppo di amici, ricordo di grida, di risate, cazzate, le tiepide bave sgorganti sui tuoi sedili la domenica mattina, quando le levatacce si facevano sentire, esattamente come gli aliti e le nauseabonde flatulenze alla sera, retaggi d'abbondanti abbuffate in proloco, ricordo di tende variopinte che proteggevano da sguardi indiscreti le nudità di noi donne quando ci infilavamo goffamente nei costumi di scena, ricordo di sederi incollati ai finestrini, ricordo di conquiste di cuore grazie al fascino che conferivi a chi saliva alla tua guida, ricordo un ferro di cavallo, ricordo di nere mattonelle di fumo, lo sfregolio compulsivo delle mani di Fausto in vista di qualche nuova truffa ai danni delle organizzazioni di eventi, ricordo il Manifesto sul cruscotto insieme ai mille gadgets e virus non meglio identificati, ricordo il soffice rivestimento per terra e quella senzazione di orrore ogni volta che cercavo di scendere, perchè capivo che tu eri triste e non volevi lasciarci andare via...lo capivo perchè ci trattenevi per i piedi con quell'appiccicoso strato di birra rovesciata mista a muffa.
Oh la pulizia dei tuoi interni, la limpidezza dei tuoi vetri, e l'eleganza del tuo moto giammai io scorderò, Romeo.
Sei un pò il simbolo dei miei vent'anni, credo.
Anche se io mi lavavo un pò di più.
Ti voglio bene, per quanto si possa volerne a pezzi di lamiera. Ma tu non eri solo un pezzo di lamiera. Noi lo sappiamo bene. Io lo so.

Grazie di tutto e pensaci ogni tanto. Avremo bisogno della tua protezione sul tuo successore.

 
Alle 18 ottobre 2008 alle ore 11:59 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ah, lanonimo ero io, Silvia

 
Alle 20 ottobre 2008 alle ore 17:18 , Blogger Andrea Anolli ha detto...

Dopo tanta poesia, vi lascio quello che rimane del nostro caro amico Romeo....


LE FOTO

http://picasaweb.google.com/familupis/Romeo

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page